Benessere organizzativo

Benessere Organizzativo

 

Benessere organizzativo nella scuola

   

Il tema del benessere organizzativo è sempre più presente nella ricerca scientifica e nel dibattito sulla qualità dell’esperienza di lavoro. Si ha “benessere organizzativo” quando si realizzano due condizioni:

  1. l’organizzazione raggiunge gli obiettivi prefissati (educativi e formativi) e consegue risultati che permettano di incrementare visibilità, prestigio e reputazione;
  2. tutte le persone che operano all’interno dell’organizzazione hanno la possibilità di lavorare in uncontesto favorevole, senza rischi per la salute e la sicurezza; possono esprimere appieno le proprie potenzialità e avere opportunità di sviluppo professionale; sperimentano relazioni sociali favorevoli caratterizzate da fiducia ed equità; hanno richieste lavorative proporzionate alle loro capacità e che non mettono in discussione l’equilibrio in altri ambiti di vita.

Nell’ambito scolastico sono aumentate le domande organizzative poste al personale (Dirigenti, docenti, amministrativi, ausiliari). Aumenta di conseguenza il rischio che le persone siano maggiormente esposte a situazioni di sovraccarico, a conflitti di ruolo, a interferenze tra vita lavorativa e altri ambiti di vita.

In più, nella scuola è percepita in modo netto una sproporzione tra energie e risorse erogate, da un lato, e benefici e riconoscimenti ricevuti dall’altro. Si tratta di elementi che possono minare in una certa misura il benessere individuale (insoddisfazione professionale; disagio; esaurimento emotivo), ma possono avere effetti negativi anche sul funzionamento organizzativo (disinvestimento motivazionale; cinismo; relazioni tese tra colleghi).

Su questi aspetti è possibile progettare interventi organizzativi per migliorare le competenze del personale nello svolgimento dei propri compiti lavorativi (per esempio, attività formative mirate; mentoring; tutoring) ed è possibile migliorare le modalità di funzionamento interno dell’organizzazione (gestione della leadership; funzionamento nei team; presa delle decisioni).

 

La psicologia del lavoro e delle organizzazioni si occupa di un ampio spettro di tematiche che possono essere applicate al ruolo degli insegnanti.

Come già accennato sopra, un contributo può essere offerto per quanto riguarda il potenziamento delle capacità di lavoro in team (presa delle decisioni in gruppo; costruzione di relazioni sociali positive; ascolto attivo; superamento di conflitti).

Un altro ambito di intervento può riguardare la comprensione del clima organizzativo che caratterizza un dato contesto scolastico, con l’indicazione di eventuali misure per favorirne il miglioramento.

Un’ampia area di intervento è quella che riguarda l’individuazione di fattori organizzativi che generano stress nella scuola e nel lavoro di insegnante in particolare (ruoli poco chiari; scarsi riconoscimenti; ecc.).

Parallelamente, la psicologia del lavoro e delle organizzazioni offre strumenti per aiutare a fronteggiare situazioni problematiche sul piano individuale e organizzativo: sostenere la motivazione al lavoro; favorire il senso di appartenenza organizzativa; potenziare il capitale psicologico (resilienza; autoefficacia; ottimismo) per meglio fronteggiare le situazioni avverse.

A fianco di queste aree di intervento ve ne sono molte altre che possono riguardare il supporto a quegli insegnanti che operano, in collaborazione con il dirigente, in posizioni di responsabilità organizzativa. Per esempio, come gestire la leadership; come governare il cambiamento organizzativo; come favorire l’inserimento di nuovi membri dell’organizzazione.

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